Ridere fa bene, questo lo sappiamo tutti. Ma perché il cervello umano trova alcune cose divertenti? Secondo la teoria dell’incongruenza, elaborata da filosofi come Kant e Schopenhauer, ridiamo quando percepiamo uno scarto tra ciò che ci aspettiamo e ciò che accade davvero. Una sorta di cortocircuito cognitivo che il cervello risolve con una risata. E non siamo soli: studi etologici hanno dimostrato che anche scimpanzé, gorilla e persino ratti producono vocalizzazioni simili alla risata durante il gioco. Certo, i ratti non raccontano barzellette, ma è già qualcosa. Gli antichi Romani, dal canto loro, non scherzavano affatto sull’umorismo — anzi, scherzavano eccome. Le loro battute preferite riguardavano la stupidità dei soldati, le disavventure burocratiche e i mestieri considerati umili. Suona familiare? Duemila anni dopo, eccoci ancora a ridere delle stesse cose.
La barzelletta del giorno: l’appuntato e il Sole 24 Ore
Il maresciallo dei carabinieri chiama l’appuntato e gli ordina di andare in banca per farsi dare le valute del giorno. Passano le ore, ma dell’appuntato nessuna traccia. A quel punto il maresciallo si incammina verso la banca per capire cosa diavolo stia succedendo. Ad un certo punto, lungo la strada, trova l’appuntato beatamente sdraiato al sole. Si avvicina e inizia a gridare:
– Appuntato! Ma cosa stai facendo? Sei andato in banca?
– Sì, maresciallo, ci sono andato. Il direttore mi ha consigliato di prendere Il Sole 24 Ore… ed è esattamente quello che sto facendo: sono quasi quattro ore che sono qua.
Hai capito la barzelletta?
Il gioco di parole ruota attorno a Il Sole 24 Ore, il noto quotidiano finanziario italiano che riporta ogni giorno tassi di cambio, valute e mercati. Il direttore della banca intendeva, ovviamente, che l’appuntato avrebbe potuto trovare le quotazioni delle valute consultando il giornale. Lui, con una logica tutta sua, ha interpretato il consiglio alla lettera: prendere il sole per ventiquattro ore. Una deduzione impeccabile, per certi versi.
