La barzelletta del collega furbetto con i semi di mela ti farà lacrimare dalle risate

Ridere è una delle attività più antiche e misteriose dell’essere umano. Dal punto di vista neurologico, la risata si attiva quando il cervello percepisce un’incongruenza: ci aspettiamo qualcosa, e invece arriva qualcos’altro. È questo scarto tra aspettativa e realtà che scatena il meccanismo comico. Non siamo soli in questo: anche i ratti, i delfini e i grandi primati emettono vocalizzazioni associate al gioco che gli scienziati considerano forme primitive di risata. Insomma, la comicità non è un’esclusiva umana — anche se solo noi riusciamo a ridere di noi stessi. Nella storia, l’umorismo ha cambiato pelle più volte: gli Antichi Romani adoravano l’ironia politica e le battute sui difetti fisici, i medievali ridevano di situazioni scabrose e scurrili, mentre l’umorismo moderno punta tutto sull’assurdo e sull’autoironia. Una cosa, però, è rimasta costante: ci fa ridere chi riesce a farci vedere il mondo da un’angolazione inaspettata. Come questa barzelletta.

La barzelletta dei semi di mela

Due colleghi di lavoro, durante la pausa pranzo, stanno chiacchierando amichevolmente quando a un certo punto uno dei due estrae dalla tasca una piccola scatolina, prende due semi e li inghiotte.

L’altro, incuriosito, chiede subito: «Ma cosa sono quei semi? Perché li prendi?»

Il primo risponde con sicurezza: «Non vedi che sono semi di mela? Li prendo per rafforzare l’intelligenza.»

«Ah sì? Non lo sapevo… Me ne puoi dare due anche a me?»

«Sì, però costano 5 euro l’uno.»

«Affare fatto, dammene due!»

E li inghiotte avidamente. Dopo qualche minuto, si gira verso il collega e dice pensieroso: «Però, a pensarci bene, con dieci euro avrei potuto comprare quattro chili di mele, con molti più semi!»

E il collega, senza battere ciglio: «Hai visto? Cominciano già a fare effetto!»

Perché fa ridere?

Il meccanismo comico qui è doppiamente geniale. Il protagonista paga dieci euro per due semi di mela — una sciocchezza colossale — convinto di star facendo un investimento per la propria intelligenza. Poi, da solo, arriva alla conclusione ovvia che chiunque avrebbe avuto fin dall’inizio: con quei soldi avrebbe potuto comprare chili di mele. Fin qui, sembra quasi un momento di lucidità.

Il colpo di scena finale capovolge tutto: il collega interpreta questa riflessione tardiva come la prova che i semi stiano già funzionando. In realtà, ovviamente, dimostra esattamente il contrario — e con il sorriso. La barzelletta gioca sull’ironia sottile di chi, cercando di sembrare furbo, rivela involontariamente di esserlo pochissimo.

Lascia un commento