La barzelletta di Davide fedele alla moglie che ottiene la Ferrari: il finale ti farà scoppiare a ridere

Ridere è una delle poche cose che gli esseri umani fanno senza aver bisogno di un manuale di istruzioni. Ma perché lo facciamo? La scienza lo spiega con la teoria dell’incongruenza: il cervello ride quando percepisce uno scarto tra ciò che si aspetta e ciò che accade. In pratica, la barzelletta funziona come un inganno cognitivo ben riuscito. Anche gli animali ridono — i topi, per esempio, emettono ultrasuoni simili alle risate quando vengono solleticati, e gli scimpanzé producono qualcosa di sorprendentemente simile al nostro “ahahah”. Gli antichi romani, tutt’altro che austeri sul fronte dell’umorismo, si dilettavano con l’ironia pungente su politici, mariti traditi e avari — temi che, a pensarci bene, non sono poi così datati. Il loro senso del comico era spesso più graffiante di qualsiasi meme contemporaneo. Nei secoli, l’approccio alla risata è cambiato: dal teatro comico greco alla commedia dell’arte italiana, fino alla stand-up comedy. Quello che non è cambiato è il meccanismo: aspettativa, deviazione, risata. E la barzelletta che segue ne è la dimostrazione perfetta.

La barzelletta: tre appassionati di motori alle porte del Paradiso

Ci sono tre uomini, appassionati di automobili e di corse, che purtroppo muoiono in un incidente. Arrivano davanti a San Pietro, il quale, dopo aver esaminato le loro vite, decide che possono entrare in Paradiso. Timidamente, uno dei tre si gira verso il Custode del Paradiso e gli chiede:

«Scusi, noi avremmo un piccolo desiderio… abbiamo dedicato la nostra vita ai motori e vorremmo, se possibile, avere una macchina anche qui.»

San Pietro consulta regolamenti, leggi e decreti vari, e sentenzia che è possibile.

«L’unica cosa è che la macchina sarà inversamente proporzionale alle vostre avventure galanti: più donne avete avuto, più la cilindrata sarà ridotta.»

Il primo risponde:

«Beh, io in effetti mi sono divertito, ho avuto le mie storie, alcune importanti, alcune no… in totale saranno state una quindicina.»

San Pietro gli consegna le chiavi di una Punto.

Il secondo diventa tutto rosso e ammette che lui, nella vita terrena, si è divertito tantissimo e non ricorda nemmeno quante donne abbia avuto.

San Pietro gli dà una 500 nuovo modello.

Il terzo, Davide, guarda il Santo e dice:

«Io ho amato una sola donna, mia moglie, e non ho mai guardato nessun’altra.»

San Pietro, commosso, gli consegna le chiavi di una Ferrari Testarossa.

I tre amici, felici, cominciano a girare per il Paradiso. Si incontrano, si salutano, fanno gare — ovviamente vince sempre Davide — e la loro esistenza scorre serena, fino a quando un giorno i due amici trovano Davide seduto su un marciapiede, che piange come un bambino.

Preoccupati, scendono dalle loro auto e gli chiedono cosa è successo. Come mai uno che guida una Ferrari piange?

Davide, distrutto, si gira verso di loro e dice tra i singhiozzi:

«È che… ho appena visto mia moglie…»

Uno degli amici cerca di consolarlo:

«Dai, non fare così. Prima o poi succede a tutti di morire. Ti capiamo, però pensa che è qui in Paradiso, potrai rivederla…»

E Davide:

«Sì, ma infatti l’ho vista… solo che… beh, sai… andava sui pattini a rotelle.»

Perché fa ridere: la spiegazione

Il meccanismo comico si regge tutto sul colpo di scena finale. Per tutto il racconto, il sistema di San Pietro sembra premiare la fedeltà coniugale: più sei stato fedele, più potente è la macchina che ottieni. Davide, marito irreprensibile, viene ricompensato con una Ferrari. Tutto fila liscio.

Ma il finale ribalta tutto: la moglie, fedele a sua volta per una vita intera, arriva in Paradiso sui pattini a rotelle — il mezzo più lento e goffo che si possa immaginare, assegnato evidentemente a chi non ha mai avuto “avventure galanti”. Il paradosso è che proprio la donna per cui Davide ha rinunciato a tutto è quella che, con la sua virtù, lo condanna a piangere. La virtù, insomma, a volte ha un prezzo che non ti aspetti.

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